Inchieste | Quotidiano | Categorie: Politica, Scuola e formazione, Lavoro

Inchiesta: la formazione in Regione Veneto, il presunto "Clan Romano" ed Elena Donazzan. 700 mln dei fondi pubblici 2007-2013 in “mano” a consulenze private: il cv virtuale di Lara Lupinc e il "facilitatore" Roberto Canal

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile) Lunedi 6 Febbraio 2017 alle 18:18 | 0 commenti

Stiamo leggendo centinaia di pagine di documenti, incrociando i dati e verificando i fatti con chi può saperne ma, soprattutto, voglia, e coraggio, di parlare dei fondi in gran parte europei, gestiti dalla Regione Veneto a favore di enti esterni accreditati, scrivevamo il 2 gennaio nel primo di questa nuova serie di articoli di un'inchiesta sulla formazione regionale, già abbozzata più volte in passato, senza sensibilizzare a sufficienza, forse anche perchè fatta di stralci parziali, tutti coloro che avrebbero dovuto responsabilizzarsi al riguardo. Ma, leggendo, sfogliando e verificando, il nostro lavoro è ora arrivato organicamente al sesto capitolo consecutivo spiegando e documentando come «nella selezione, nella redazione dei bandi e nel complesso sistema di gestione e controllo interno sarebbero stati distratti più di 100 milioni di euro all'anno, una cifra seconda per importanza solo a quella del bilancio della sanità regionale».

Nel quinto articolo, pubblicato il 1° febbraio con qualche aggiornamento successivo di dettagli, abbiamo riferito dei 700 mln dei fondi pubblici 2007-2013 in "mano" a consulenti e società private, da Giansalvo Rosana alla "regina" dei consulenti Lara Lupinc, e abbiamo scritto, e descritto, che, se «nella classifica di circa 35-40 consulenti, per i quali la Regione impiega, per il tramite di Veneto Lavoro, circa un milione mezzo di euro annuali, il primo posto spetta a Giansalvo Rosana...», in quella classifica «salgono ex aequo e d'ufficio gli altri storici auditor dell'accreditamento regionale, Marco Giorio e Andrea Rodighiero, entrambi collaboratori e soci di Sogesca srl società privata che da anni lavora con la Pubblica Amministrazione e in particolare per aziende legate a Confindustria, di cui peraltro Sogesca srl è associata».

E sempre il 1° febbraio, chiudendo la prima carrellata di questi ex aequo, facevamo il nome della «regina dei consulenti, principessa del Sacro Impero "Romano" dei consulenti della formazione Veneta, la dott.ssa Lara Lupinc» affermando che «questa è una storia che merita un capitolo o gran parte di un capitolo dedicato». Eccolo.

Slovena di nascita, consulente Isfol distaccata alla direzione Lavoro dal 2003 e Veneto Lavoro con distacco alla direzione Formazione dal 2008, Lara Lupinc oggi rappresenta la testa "storica" di tutti i bandi in cui vi siano fondi pubblici.

Il suo ultimo contratto da più di 4.500 € mese, sottoscritto alcuni giorni fa, le assegna la solita, principale funzione di "coordinamento trasversale delle aree di programmazione e gestione dei bandi" Se il consigliere regionale Sergio Berlato il 27 novembre 2015, con un interrogazione alla giunta, aveva chiesto lumi sulla "consulente a tempo indeterminato" Lara Lupinc, la Giunta regionale, tramite l'assessore competente Elena Donazzan, sentiti i direttori della Formazione e di Veneto lavoro, rispondeva va che è "tutto in regola e che il posto dichiarato nei curricula vitae dalla Lupinc, ovvero responsabile dell'ufficio progetti speciali, risultava vacante"...

Quel "posto" era, cioè, indicato nei suoi curricula ma secondo Donazzan non lo occupava la consulente slovena).

Tutto in regola, quindi e forse, ma Lara Lupinc è innegabile che sia sempre stata la mano ed il braccio nella progettazione di tutti i i bandi in cui sono stanziati tutti i fondi pubblici per la formazione ed istruzione. Chi leggesse il vecchio SIGECO (Sistema di gestione e controllo dei fondi per la Formazione del Veneto) del 2007 -2013 e l'attuale riferito alla programmazione FSE (Fondo Sociale Europeo) 2014-2020, noterebbe che l'ufficio progetti speciali, di cui la Lupinc "si ritiene" nel suo CV responsabile, dipende solo dal "capo" Santo Romano. E' il primo e forse unico caso in Italia in cui un esperto esterno a contratto a progetto o a lavoro ha in mano la destinazione di circa 100 milioni di euro all'anno.

Roberto CanalMa i consulenti con la testa (e le mani?) nella formazione non sono solo a busta paga di Veneto Lavoro. E' il caso di Roberto Canal, ex potente direttore e vicepresidente di una delle grandi lobby della formazione, la FICIAP (Federazione Italiana Centri di Istruzione Addestramento Professionale), allontanato frettolosamente nel 2009 e divenuto il primo consulente, ben pagato, alla fine dello stesso anno dell'IPEA, un Cfp, Centro di formazione professionale, di cui abbiamo già riferito nei primi articoli di questa serie ma anche in passato e allora guidato da Rosario Florio e Annamaria Rossato.

Canal è un esempio di come gli intrecci tra consulenti e uffici regionali della formazione siano in totale connubio e di come così si superi ogni difficoltà. Come il rinnovo dell'accreditamento del 2008 - 2009 in cui Canal è il consulente di Ipea e fa chiudere gli occhi alla funzionaria Claudia Bettin, che gli rinnova l'accreditamento regionale con soli 6 dipendenti e 50 collaboratori, quando il requisito per continuare a mantenere ad Ipea i finanziamenti di circa 2.000.000 di euro all'anno consisteva nell'avere almeno il 40 % di personale assunto con il Ccnl della formazione e quindi almeno 25 dipendenti.

Ma, in Ipea fino al 2011, Roberto Canal conosceva bene gli ingranaggi regionali e i loro meccanismi. Siamo nella primavera del 2010 e la Regione Veneto, con la società milanese Iteraudit srl, da poco incaricata del controllo dei rendiconti degli enti di formazione, "scopre" che per "giustificare" i finanziamenti 2008-2009 e 2009-2010, Ipea, di proprieta' della coppia Florio - Rossato, si fornisce da una società di loro proprietà, la Camouflage srl, per circa 600.000 euro all'anno.

Iteraudit applica subito la legge e taglia ad Ipea l'illecita fornitura per 600.000 ma interviene il consulente Canal che ammorbidisce il problema, facendo presentare una lettera di "mea culpa" della coppia Florio - Rossato alla Regione Veneto, in particolare al responsabile della rendicontazione, Massimo Toffanin.

Questi, dopo aver tirato loro le orecchie e sentita l'avvocatura regionale, permette a coloro che avevano presentato ("gonfiato"?) le fatture di fornitura di "dimostrare" quanto realmente fosse stato pagato. Inverosibilmente il taglio per spese non accoglibili viene ridotto da 600.000 alla metà, sia per il 2008-2009 che per l'anno scolastico successivo. In totale, quindi, 600.000 euro sarebbero stati così regalati ai "furbetti" dei finanziamenti. Morale: il buon Canal si vede recapitare una busta paga di coordinamento di oltre 30.000 euro.

Annotazione: nei rendiconti dell'anno precedente, 2007-2008, effettuati verso la fine del 2009 si verifica una scena diversa. Iteraudit non registra le irregolarità rilevate nei rendiconti successivi anche se i fornitori sono gli stessi. D'altra parte lo stesso consulente Canal, a seguito di un ulteriore verifica di II livello, disposta da Romano, compie il "miracolo" giustificando il 70 % dei documenti - compresi quelli dei fornitori Florio/Rossato - presentando una denuncia per furto di documenti della Scuola Ipea, avvenuto, guarda caso, nel pieno del caos ispettivo regionale del 2010.

A questo punto,Romano, direttore della Formazione, invece di recuperare i documenti nel suo gestionale dei rendiconti, custodito negli uffici del fido Toffanin, che gli avrebbe permesso di "verificare" immediatamente il comportamento della coppia Florio - Rossato, autori dell'ennesima possibile illegalità oer i finanziamenti pubblici, scrive ad Ipea che il rendiconto 2007-2008 è "sostanzialmente regolare" prendendo atto della... "denuncia".

ma Canal è il principe dei consulenti. Quando rende i suoi servigi alla scuola di formazione Leonardo da Vinci di Belluno, condannata per truffa su corsi finanziati dalla Regione, l'ufficio Accreditamento, sempre ben controllato da Claudia Bettin, si "dimentica" di sospendere l'accreditamento alla scuola.

Anche se poi Canal cambia bandiera la nave è sempre la stessa. Diventa coordinatore di FEDFORM,  associazione di alcune scuole storiche di estetica e acconciatura, guarda caso dopo che la Regione Veneto sbatte fuori dalla porta dei finanziamenti gli enti Ipea di San Donà di Piave e Agenzia Formazione Lavoro di Padova, togliendo l'accreditamento "per insufficiente contabilità separata atta a dimostrare i costi sostenuti negli anni 2011-2014".

È allora che le scuole associate a FedForm, Luniklef e Scuola Trento di Verona oltre alla Scuola Segra di Castelfranco Veneto, coordinate dal super consulente, "subentrano" con un bando regionale.

Canal diventa, quindi, direttore della Scuola Luniklef a San Donà. Un premio?...


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