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False lauree in Regione, CorVeneto: inchiesta per truffa sull'ex dirigente Artico. Dubbia anche la laurea di Enrico Tagliati

Di Rassegna Stampa Domenica 19 Febbraio 2017 alle 10:38 | 0 commenti

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Hanno già incrociato le armi al processo del Mose, dove aveva vinto la difesa: accusato di corruzione, era stato assolto, anche se il gup Andrea Comez aveva fatto riferimento al secondo comma dell'articolo 530 del codice, la vecchia «insufficienza di prove». Ora il pm Stefano Ancilotto e l'ex dirigente regionale Giovanni Artico potrebbero ritrovarsi di nuovo di fronte a un giudice per la questione della laurea «falsa» di quest'ultimo. E' stato proprio il pm del pool che ha indagato su Consorzio Venezia Nuova e Mantovani l'assegnatario dell'esposto presentato alcuni mesi fa dalla Regione Veneto contro Artico, accusato di aver utilizzato una laurea in Scienze politiche all'Università di Trieste del 1993 per far carriera a Palazzo Balbi, arrivando alla guida dell'ufficio Progetto Venezia. Laurea che però - quando la Regione, su input del governatore Luca Zaia nel 2015, ha deciso di fare dei controlli a tappeto sui titoli di studio dei propri dirigenti - non risulta essere mai stata conseguita.

Per questo il pm Ancilotto ha iscritto Artico sul registro degli indagati con l'accusa di truffa, perché - come dice il codice - avrebbe procurato a sé un «ingiusto profitto» (lo stipendio da dirigente), «inducendo in errore, con artifizi e raggiri» la Regione. Le indagini sarebbero quasi arrivate al capolinea e presto potrebbe essere notificato l'avviso che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

Artico potrebbe poi anche finire nel mirino della Corte dei Conti, così come l'altro funzionario scoperto con una laurea controversa, il segretario della commissione di Salvaguardia Enrico Tagliati: sicuro geometra e architetto presunto (visto che allo Iuav non c'è traccia di lui) e per questo sospeso per sei mesi, nonostante lui affermi che il titolo c'è. Il procuratore regionale Paolo Evangelista, pur non volendo entrare nello specifico dei fascicoli, lo spiega chiaramente. «Se queste accuse fossero provate, siamo in una delle classiche fattispecie di nostra competenza - spiega - c'è un danno erariale ogni volta che un titolo che è servito per conseguire un incarico nella pubblica amministrazione si riveli fittizio. Sulla determinazione del danno ci sono due scuole di pensiero: quella che contesta l'intero stipendio percepito negli anni e quella che contesta solo la differenza con lo stipendio "base"».

Rizzardo del Giudice, l'avvocato che aveva fatto assolvere Artico dall'accusa di aver ottenuto dei favori da Mantovani (in primis l'assunzione della figlia in un'azienda del gruppo, da lui sollecitata più volte al telefono a Claudia Minutillo) in cambio di un approccio favorevole che per il giudice invece non era stato provato, ribadisce però che la questione è più che altro amministrativa e riguarda il riconoscimento dei titoli tra paesi. «C'è una convenzione di New York secondo cui quel titolo conseguito negli Stati Uniti è valido anche in Italia - spiega - Si potrà discuterà dell'efficacia del titolo, ma non certo della sua esistenza». Quanto al riferimento a Trieste, il legale precisa: «Quello è il luogo dove è stata ritirata».

Sulla vicenda interviene il governatore Zaia. «Non entro nel merito dei due casi specifici - premette - ma rivendico la decisione di aver attivato il sistema dei controlli su tutti i dipendenti regionali, compresi quelli delle Usl. Da parte nostra non c'è nessun accanimento, ma la legge è chiara: se i titoli dichiarati non tornano, scattano i provvedimenti. Personalmente ritengo che le persone vadano valutate per quello che sono, non per il titolo di studio che hanno, ma di fronte alle regole che disciplinano l'accesso ad un impiego pubblico, non c'è giustificazione per chi afferma il falso. E in un Paese in cui non si nega una laurea a nessuno, pretendiamo che almeno sia vera». I controlli a Palazzo Ferro Fini, invece, non avrebbero segnalato alcuna anomalia. «Nell'ambito della riorganizzazione dirigenziale operata sei mesi fa - sottolinea Roberto Ciambetti, presidente del consiglio regionale - è risultato tutto in regola».
di Alberto Zorzi, da Il Corriere del Veneto


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